Riabilitazione dopo frattura del femore a domicilio a Milano e Legnano
Riprendere a camminare e recuperare autonomia a casa dopo la dimissione
Dopo un intervento per la frattura del femore, il rientro a casa può essere un momento delicato soprattutto per una persona anziana. Alzarsi dal letto, raggiungere il bagno o riprendere a camminare con il deambulatore possono diventare improvvisamente difficili e richiedere l’aiuto dei familiari.
È proprio in questa fase che può essere utile proseguire un percorso di riabilitazione direttamente a casa, lavorando sulle difficoltà che la persona incontra ogni giorno nel proprio ambiente.
Sono Paolo Tripodi, fisioterapista domiciliare, e mi occupo esclusivamente di fisioterapia per persone anziane, con un percorso definito in base alle indicazioni ricevute alla dimissione e alle condizioni della persona.
- Percorso riabilitativo personalizzato dopo la dimissione
- Indicazioni pratiche di supporto al caregiver e alla famiglia
- Fisioterapia a domicilio a Milano città, Legnano e hinterland milanese

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La riabilitazione a casa dopo una frattura del femore
Nei primi giorni a casa, l’obiettivo non è semplicemente fare esercizi, ma tornare gradualmente a svolgere in sicurezza le attività necessarie durante la giornata. Per una persona anziana significa riuscire ad alzarsi dal letto o dalla sedia, mantenere la posizione in piedi, spostarsi in casa e riprendere a camminare con l’ausilio indicato.
Il percorso di riabilitazione ortopedica viene quindi costruito partendo da ciò che la persona riesce effettivamente a fare dopo la dimissione e dalle difficoltà che incontra nel proprio ambiente. Mobilità, forza, equilibrio e cammino vengono recuperati in funzione di gesti concreti, con l’obiettivo di ridurre progressivamente la necessità di assistenza nelle attività quotidiane.
Riabilitazione dopo frattura del femore nell'anziano
Nella persona anziana, il recupero dopo una frattura del femore non dipende soltanto dall’intervento chirurgico. Età, condizioni generali, forza presente prima della caduta, capacità di camminare e livello di autonomia precedente possono rendere molto diverso il percorso da una persona all’altra.
Per questo è importante partire da come la persona si muoveva prima della frattura e da ciò che riesce a fare al momento del rientro a casa. Per chi prima camminava autonomamente l’obiettivo può essere tornare progressivamente a farlo; per chi utilizzava già un bastone o un deambulatore, oppure aveva bisogno di assistenza, il percorso viene invece costruito tenendo conto di quella condizione di partenza.
In alcuni anziani, inoltre, il ricovero e il periodo trascorso con una mobilità molto ridotta possono comportare una perdita di forza e autonomia che va oltre la sola gamba operata. La riabilitazione deve quindi considerare la capacità complessiva di alzarsi, mantenersi in piedi, camminare e gestire le attività quotidiane, definendo obiettivi realistici e progressivi.
Come si svolge la riabilitazione dopo una frattura del femore?
La riabilitazione viene adattata alle condizioni della persona, al tipo di intervento eseguito e alle indicazioni ricevute alla dimissione.
Si parte da ciò che l’anziano riesce a fare in sicurezza e dalle difficoltà che incontra realmente in casa, per aumentare progressivamente movimento, sicurezza e autonomia.
Alzarsi dal letto e dalla sedia
Una delle prime difficoltà può essere riuscire ad alzarsi, sedersi o passare dal letto alla sedia senza dipendere completamente dall'aiuto di un'altra persona. Durante le sedute si lavora sui passaggi posturali e sui trasferimenti, cercando progressivamente di renderli più sicuri e autonomi.
Riprendere a camminare
Il recupero del cammino avviene gradualmente, nel rispetto delle indicazioni sul carico ricevute dopo l'intervento. Quando necessario, si lavora con deambulatore, stampelle o altri ausili, imparando a utilizzarli correttamente anche negli spazi reali della casa.
Recuperare forza e mobilità
Dopo l'intervento per la frattura del femore e un periodo di mobilità ridotta, è frequente sentirsi più deboli e avere maggiore difficoltà nei movimenti. Gli esercizi vengono scelti e progressivamente adattati per recuperare mobilità e forza utili a stare in piedi, camminare e svolgere le attività quotidiane.
Migliorare equilibrio e sicurezza negli spostamenti
Tornare a camminare non significa soltanto riuscire a fare qualche passo. È necessario recuperare sicurezza anche quando ci si gira, si cambia direzione, si attraversano spazi stretti o ci si avvicina a letto, sedia e bagno. Il lavoro sull'equilibrio viene quindi integrato nelle situazioni che la persona affronta abitualmente.
Affrontare scale e gradini
Se per entrare in casa o spostarsi tra gli ambienti sono presenti scale o gradini, il loro superamento può diventare uno degli obiettivi del percorso. Quando le condizioni lo consentono, si lavora direttamente su queste difficoltà, valutando anche come utilizzare l'ausilio e quale assistenza sia ancora necessaria.
Recuperare autonomia nella vita quotidiana
Il risultato della riabilitazione non si misura soltanto negli esercizi eseguiti durante la seduta. L'obiettivo è trasferire ciò che viene recuperato nelle attività di ogni giorno: raggiungere il bagno, spostarsi tra le stanze, sedersi a tavola o muoversi in casa con minore necessità di assistenza.
Perché fare la riabilitazione a domicilio dopo una frattura del femore?
Evitare spostamenti difficili dopo la dimissione
Nelle prime fasi può essere complesso salire e scendere dall’auto, affrontare scale o percorrere lunghi tragitti. Ricevere il fisioterapista a casa consente di iniziare o proseguire il percorso riabilitativo senza organizzare ogni volta il trasporto della persona.
Lavorare sulle difficoltà reali della casa
Letto, poltrona, bagno, corridoi, gradini e scale cambiano da un’abitazione all’altra. Il trattamento a domicilio permette di lavorare proprio negli spazi in cui la persona dovrà muoversi ogni giorno, adattando il recupero alle difficoltà effettivamente presenti.
Imparare a utilizzare gli ausili nel proprio ambiente
Camminare con un deambulatore o con le stampelle in uno spazio ampio non è la stessa cosa che utilizzarli tra mobili, porte e passaggi stretti. A casa è possibile verificare concretamente come la persona utilizza l’ausilio e lavorare sugli spostamenti che deve affrontare abitualmente.
Coinvolgere il familiare o il caregiver
Quando la persona necessita ancora di assistenza, anche chi la aiuta deve sapere come supportarla senza sostituirsi completamente a lei. Durante il percorso possono essere fornite indicazioni pratiche per assistere nei trasferimenti e negli spostamenti quotidiani in modo coerente con le capacità raggiunte.
La riabilitazione a domicilio diventa quindi una soluzione più sostenibile per caregiver e familiari, e un percorso più concreto per la persona anziana che può applicare direttamente ciò che viene fatto durante la seduta alla vita quotidiana.
Un caso reale: riabilitazione dopo una frattura pertrocanterica a 88 anni
Luigia, 88 anni, ha subito una frattura pertrocanterica del femore dopo essere inciampata in un tappeto. La frattura è stata stabilizzata chirurgicamente con un chiodo e, dopo alcuni giorni di ricovero, è rientrata a casa.
Seduta dopo seduta, Luigia ha acquisito maggiore sicurezza nel cammino e autonomia nelle attività di tutti i giorni. Seguendo le indicazioni dell’ortopedico e rispettando i tempi legati all’intervento, siamo passati gradualmente dall’utilizzo di due stampelle a una sola, fino ad abbandonare anche la seconda.
Dopo circa due mesi Luigia è riuscita a riprendere le proprie abitudini quotidiane, compreso tornare a fare la spesa nel suo amato mercato di quartiere. Un risultato importante, raggiunto rispettando i suoi tempi e adattando ogni trattamento alle sue reali capacità.
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Faq - domande frequenti
Mio padre/mia madre ha 90 anni: può fare riabilitazione a casa dopo una frattura del femore?
Sì, l’età da sola non esclude la possibilità di fare fisioterapia a domicilio. Nella persona molto anziana il percorso viene adattato alle condizioni generali, al livello di autonomia precedente alla frattura e a ciò che riesce a fare dopo la dimissione. Obiettivi, esercizi e progressione vengono quindi definiti sulla singola persona, anche quando il recupero richiede maggiore gradualità.
